Pensieri su… “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop”

Avevo sentito parlare del film ma non l’ho visto. Poi a casa di una persona mi sono imbattuta nel libro “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” di Fannie Flag. E me lo ha prestato. È un’edizione Mondadori del 1993. Il libro è stato scritto nel 1987.

 Non l’ho letto subito ma, una volta iniziato, era impossibile smettere! I punti di vista e le storie sono innumerevoli. Si parte con la protagonista: Evelyn Couch. Una donna grassa e insicura che ha sempre vissuto con la paura di essere giudicata. Andando a trovare ogni domenica, insieme al marito, la suocera in una casa di riposo, s’imbatte nella signora Virginia Threadgoode, detta Ninny. Un’anziana che, senza conoscere Evelyn, comincia a raccontarle del suo passato e del caffè di Whistle Stop. E così, dagli anni Ottanta, si passa agli anni Venti, Trenta, Quaranta, Cinquanta e Sessanta. Evelyn comincia ad appassionarsi ai racconti della vecchia signora e le sembra di conoscere tutta quella gente che popolava Whistle Stop tanti anni prima… ed è sembrato lo stesso anche a me! A volte è la signora Threadgoode a raccontare, altre il bollettino di Whistle Stop della signora Dot Weems o altri comunicati simili di altre città, altre ancora il racconto è affidato al narratore, che svela quello che la signora Threadgoode non sa. Ed ecco spuntare la famiglia Threadgoode che aveva adottato la narratrice, Ninny, e i suoi numerosi fratelli come Idgie e la sua dolce metà Ruth e il loro piccolo Stump. Ma i personaggi e le storie sono davvero tanti. Passato e presente scorrono sulle pagine. E lentamente Evelyn si risveglia dal torpore che l’ha bloccata per tutta la vita e, incoraggiata dalla signora Threadgoode, prende le redini della propria vita.

Nella storia entrano i temi dell’omosessualità e del razzismo, della compassione verso chi ha bisogno, del perdono, della morte e dell’amore. La vita non scorre per niente tranquilla a Whistle Stop e ognuno dà il suo contributo tra rappresentazioni teatrali, fughe, incidenti e anche un omicidio! All’improvviso, infatti, scompare Bennett, il marito di Ruth. Ma il suo cadavere non viene mai trovato. Solo che anni dopo la scomparsa vengono accusati Idgie e Big George, che lavorano al Caffè. Ma sono stati davvero loro a uccidere quell’uomo? E che fine ha fatto? Una volta scoperto, non ve lo dimenticherete più!

Un libro che lascia ottimi insegnamenti, sa far commuovere, sorridere e ridere di cuore, e tutto con grande semplicità. Leggere questo libro è come mangiare dei biscotti caldi fatti in casa. Quelli che vedete nella foto (e che non ho preparato io) hanno il profumo di casa. È stato un vero piacere mangiarli mentre leggevo questo libro semplice e avvincente.

Ogni capitolo potrebbe essere un racconto a sé stante ed è perfetto così.

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