Pensieri su… “La cattiva”


Astoria mi ha fatto un bellissimo regalo con l'invio del thriller "La cattiva" (2017) di Tammy Cohen!

La storia è a dir poco appassionante. Ogni capitolo ha come titolo il nome di uno dei protagonisti, tranne l'epilogo. C'è Anne, che ha avuto in cura tanti anni prima una bambina che aveva vissuto un'infanzia molto difficile. Non era stata maltrattata ma i suoi genitori avevano problemi psichici. E trattavano il suo fratellino come fosse un animale, anzi, peggio. Questa storia è raccontata in prima persona nei capitoli intitolati "Anne". Una donna che si trova davanti a un terribile crimine che forse si sarebbe potuto evitare facendo scelte diverse tanti anni prima.

Allo stesso tempo viene raccontata in terza persona la vicenda che si è svolta nell'ufficio, dando a ogni capitolo il titolo dell'impiegato a cui si riferisce. Ed è questo che fa entrare il lettore nella storia, perché tutti più o meno si ritrovano in una situazione comune come quella di un ufficio. Tantissime persone lavorano in ufficio e chi non ci lavora è entrato in vari uffici per molteplici ragioni e ne ha un'idea.

In questo modo il crimine di cui si è testimoni riguarda un contesto sociale comune e noto e sembra incredibilmente vicino a chi legge.

Ci si aspetta continuamente che succeda qualcosa di terribile e si sospetta ad alternanza di tutti gli impiegati e della loro nuova capa, compresa la donna di cui quest'ultima ha preso il posto. Io, almeno, ho sospettato ad alternanza un po’ di tutti. Poi il colpo di scena che nessuno si aspettava! E che non posso certo svelarvi…

Finché il dubbio tocca due persone e il crimine si compie, svelando il nome atteso dall’inizio del libro, la persona che Anne conosceva e delle cui azioni era stata informata.

Assolutamente da leggere!

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