Il tempo fa perdere la memoria

Il tempo non cura le ferite, fa perdere la memoria. È nel linguaggio comune l’espressione “il tempo cura tutte le ferite”. Come se lasciar passare anni dopo l’accadimento di un fatto negativo, possa significare far tornare le cose a posto.

Il tempo però non cura le ferite, fa soltanto dimenticare i dettagli più brutti e più tristi di una vicenda o di un periodo della vita. Dopo tanto tempo si tende a dimenticare. Inoltre, dato che una certa situazione non si vive più da tanto tempo, non ci si ricorda esattamente com’era provarla. Dopo tanto tempo, sembra quasi che quel fatto sia accaduto a qualcun altro. E allora si è più propensi a perdonare.

Ma il vero perdono, secondo me, non è quello che avviene dopo che è trascorso tanto tempo ma quello che, se avviene, arriva subito dopo un fatto negativo. Il perdono deve essere concesso a caldo, quando si è ancora pienamente coscienti di quello che è successo, del male che ci è stato fatto e di quanto ne abbiamo sofferto. Perdonare dopo aver smaltito, dopo aver quasi dimenticato tutto, è come non perdonare affatto. Il perdono deve arrivare prima che il tempo cancelli il peggio dalla memoria.

Se la vendetta è un piatto che va servito freddo, quello del perdono deve essere dato finché è caldo, altrimenti non avrà più lo stesso sapore.

Buona Pasqua a…

Buona Pasqua ai medici e agli infermieri. Buona Pasqua ai gestori e ai commessi dei negozi aperti. Buona Pasqua ai farmacisti. Buona Pasqua ai giornalisti, ai fotografi, ai cameramen, ai montatori televisivi, a chi stampa i giornali. Buona Pasqua ai veterinari. Buona Pasqua ai nostri amici animali. Buona Pasqua alle suore, ai parroci, ai vescovi, a tutte quelle persone che fanno parte della Chiesa cattolica che hanno dato aiuto, e grazie a tutte le persone legate ad altre confessioni religiose che hanno dato aiuto. Buona Pasqua ai non credenti, ai laici, agli agnostici che hanno dato aiuto. Buona Pasqua ai sindaci e a tutti gli amministratori che a vari livelli affrontano con coraggio questa emergenza. Buona Pasqua agli instancabili volontari. Buona Pasqua a tutte le forze dell’ordine, alla polizia locale, ai vigili del fuoco, alla protezione civile e alla Croce Rossa. Buona Pasqua a tutte le associazioni che hanno dato aiuto. Buona Pasqua a tutti quelli che non sono rimasti sempre a casa, con l’auspicio che comprendano quanto sia importante non uscire per motivi futili, e quanto questa richiesta così semplice da mettere in pratica sia di fondamentale importanza. Buona Pasqua a tutti coloro che sono rimasti a casa. Buona Pasqua a chi si è preso l’onere di andare a fare la spesa. Buona Pasqua ai bambini, che sono la nostra speranza. Buona Pasqua agli anziani, che sono la nostra memoria. Buona Pasqua nel ricordo di chi non ce l’ha fatta. Buona Pasqua a chi lotta per farcela. Buona Pasqua a chi è guarito. Buona Pasqua a chi prega. Buona Pasqua a chi spera. Buona Pasqua a coloro che ho dimenticato di ringraziare. E buona Pasqua a tutti noi, affinché la Pasqua ci dia la forza di risorgere dalle ceneri.

Dickens e Andersen

La figura di Charles Dickens è legata al Natale tanto quanto quella di Hans Christian Andersen può essere associata al Capodanno.

Quest’anno in particolare per Natale ho ricevuto un libro che avevo visto precedentemente in libreria: “Charles Dickens” (Neri Pozza, 2019), una biografia del grande scrittore firmata Peter Ackroyd. L’altro libro nella foto non era destinato a me ma per coincidenza è un’altra opera di Dickens, che comunque avevo letto diversi anni fa: “La bottega dell’antiquario”. Dickens è noto anche per aver scritto il “Canto di Natale”, ormai un classico della lettura. E cosa davano in televisione nel periodo natalizio? Il film “Dickens, l’uomo che inventò il Natale” (2017), o forse dovremmo dire che inventò lo spirito natalizio.

Proprio oggi invece mi è tornato in mente l’inizio della fiaba “La piccola fiammiferaia” di Andersen, nella versione che mi leggeva mio nonno: “Era la notte di San Silvestro”. Grazie a questo racconto imparai che si trattava della notte del 31 dicembre, la notte di Capodanno. E ho visto un post virale su Facebook con il testo di questa fiaba, con tanto di disegno della piccola fiammiferaia.

Entrambe le storie, sia “La bottega dell’antiquario” che “La piccola fiammiferaia”, hanno come protagoniste due bambine che hanno accanto i nonni a prendersi cura di loro: nel primo caso il nonno, nel secondo la nonna. A raccontarle sono due grandi scrittori della letteratura mondiale. Quegli stessi autori che possono essere associati rispettivamente al Natale e al Capodanno, grazie alle opere che ci hanno regalato.

Pensieri su… “Il peso dell’inchiostro”

Un libro emozionante, che parte al rallentatore e poi comincia a correre, impedendo al lettore di staccarsi dalla figura della vera protagonista: Ester Velasquez. Pubblicato nel 2018 da Neri Pozza, “Il peso dell’inchiostro” è il meraviglioso romanzo di Rachel Kadish, diviso tra un presente turbolento che cerca di scavare in un passato pieno di colpi di scena. Continua a leggere

Segnalibri vincenti!

Sono risultata tra i primi cento finalisti dei quasi mille partecipanti al concorso indetto da Edizioni NPE che prevedeva la realizzazione di alcuni segnalibri. Non me l’aspettavo assolutamente!

Nell’e-mail che ho ricevuto c’era scritto: “Essendo tra i primi 100 vuol dire che avete fatto un ottimo lavoro e vi esortiamo a partecipare ancora in futuro, perché la prossima potrebbe essere la volta buona!”

Vorrei ringraziare NPE – Nicola Pesce Editore per aver apprezzato i miei segnalibri e per avermi regalato un buono da spendere nel loro sito edizioninpe.it.

Ed ecco il mio bottino di fumetti:

– “Detective Smullo – Mi sa che ho ucciso l’Uomo Ragno” (2014) di Davide La Rosa e Fabrizio Di Nicola

– “Questa è una storia di fantasmi” (2016) di Spampino

– “Commenti memorabili” (2015) di Fabrizio Biasibetti

Non vedo l’ora di leggerli!