Le “Amicizie magiche” di Silvia Brindisi

Curiosando per le vie di Facebook mi sono imbattuta in una bella paginetta: “Amicizie magiche”. Il nome mi incuriosiva e ho scoperto che “Amicizie magiche” (Gruppo Albatros Il Filo 2015) è un libro per bambini scritto da Silvia Brindisi, 36enne nata e cresciuta a Roma ma metà pisana e metà salernitana, al suo debutto come scrittrice per bambini. Mi sono incuriosita e l’ho contattata. È una ragazza diretta e gentile. E così abbiamo fatto una chiacchierata…

Chi è Silvia Brindisi?

Silvia Brindisi è una donna solare, dolce, testarda, sincera sempre, nel bene e nel male, che non accetta le ingiustizie e non sopporta le persone ipocrite. Amo la sua città e vivere la vita con semplicità, al meglio con tutte le sue emozioni, con i miei amici e la mia famiglia.

Cosa fai nella vita?

Sono educatrice professionale di comunità. Ho lavorato in diversi settori del sociale (malati psichiatrici, minori in difficoltà, tossicodipendenti liberi e non) ed ora lavoro con i minori disabili a scuola.

Come ti definiresti in cinque parole?

Ribelle, sognatrice, profonda, sensibile e combattiva.

“Amicizie magiche” è il tuo primo libro per bambini. Come mai hai deciso di scrivere per i più piccoli?

Lavorando sia in passato che tuttora con i minori, mi ha sempre colpita il loro mondo, la loro semplicità e fragilità, ma anche il fatto che parlano senza filtri e col cuore. Molto ha contribuito anche l’idea di voler vedere questa società per i più piccoli migliore, con più cose belle, perché si meritano di vivere in serenità, in qualsiasi posto del mondo. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire.

Da cosa hai tratto ispirazione?

Non ho avuta un’ispirazioe precisa, ho soltanto voluto scrivere le favole usando come esempi cose quotidiane per tutti rendendole più vere, emozionanti e significative per i piccoli.

Quanto tempo hai impiegato per scrivere “Amicizie Magiche”?

“Amicizie magiche” l’ho scritto in due serate, di getto e ne sono stata davvero contenta. Mi sono stupita molto anche io, visto che è il primo libro per bambini che scrivo.

Dove e quando scrivi?

Di solito scrivo la sera, quando sono a casa.

Scrivi a mano o al computer?

Scrivo al computer, però delle volte è successo che mentre ero in giro mi venissero in mente delle idee o avessi un’ispirazione e ho riportato tutto sul mio quaderno, così da non perdere le mie idee per poi riportarle sul pc, una volta a casa. Il mio quaderno è il mio compagno di viaggio, dove annoto ogni cosa per me importante per un eventuale libro.

Chi si è occupato delle illustrazioni?

Allora, delle illustrazioni se ne è occupata la casa editrice, ma sono state pubblicate solo dopo che le avevo viste e che ho dato conferma che mi piacevano.

Precedentemente avevi partecipato alla stesura di un altro libro, di tutt’altro genere… Ce ne puoi parlare?

Sì, te ne parlo con piacere: ho scritto un saggio di carattere scientifico all’interno del libro “Prevenzione e qualità della vita. Il ruolo degli educatori nel lavoro con i minori”. In modo semplice e chiaro ho voluto parlare del mio lavoro, di quanto sia importante il ruolo dell’educatore professionale in varie realtà, dalle più semplici alle più difficili. All’interno di quel saggio parlo dell’importanza dell’educatore nel lavoro con i tossicodipendenti, raccontando anche cose delicate sulla tossicodipendenza. Amo da sempre il mio lavoro e dove sono arrivata, sempre con pazienza, tenacia, sacrifici. I momenti difficili non sono mancati, visto che il sociale non viene spesso aiutato ad affermarsi. È un settore molto importante, visto che aiuta e tutela le persone più in difficoltà e non dovrebbero mai esserci tagli o riduzioni, anzi deve essere rinforzato e aiutato sempre più, per il bene di tutti. Non ho mai avuto rimpianti, ti permette di vedere realtà delicate ma ti fa anche crescere molto sia a livello umano che professionale. Mi spiace solo che non viene data molta importanza a questa figura, o se ne parla poco.

Hai in programma altri amici di carta?

Si ho scritto già altri libri, sia per bambini che per adulti. Spero di riuscire a pubblicarli tutti, infatti sto cercando una casa editrice che possa essere interessata ai miei lavori.

Grazie mille per questa bella chiacchierata! E in bocca al lupo per il futuro!

Saluto con simpatia tutti i lettori e un saluto a te che mi hai dato questa bella possibilità. Spero che leggeranno ai loro piccoli figli e/o nipoti il mio libro, che piaccia e che venga conosciuto sempre più, perché è importante leggere sin da piccoli e ancora di più condividere la lettura con i genitori e continuare negli anni. Mi raccomando, non smettete mai di credere nei vostri sogni, e in voi stessi. Non perdete mai di vista la voglia di realizzarli, nonostante le difficoltà.

4 pensieri su “Le “Amicizie magiche” di Silvia Brindisi

  1. È stampa a pagamento! L’editoria a pagamento va combattuta! Non merita alcuno spazio nemmeno in un’intervista. L’EAP è un cancro che sfrutta la dabbenaggine di persone dalla scrittura mediocre che mai troverebbero spazio nell’editoria ufficiale e che, spinte dalla vanità, accettano di pagare 5000 euro per riempirsi la casa di centinaia di copie stampate male e che non smaltiranno mai.
    Combatti l’editoria a pagamento!

    Alfonso Castelli

    • Caro Alfonso,
      comprendo perfettamente il tuo punto di vista. Anche a me non piace pubblicare a pagamento e non ho neanche intenzione di autopubblicarmi. Preferisco che ci sia una casa editrice che creda in me. Però non voglio fare di tutta l’erba un fascio. E ti spiego. Chi si autopubblica magari lo fa per non dover dipendere da una casa editrice, per pagare meno le copie e perché magari pensa che avere un editore dietro non sia fondamentale. E magari è bravo e vende anche. Allo stesso modo, ti dico che chi pubblica a pagamento non è necessariamente un completo disastro. Parlo per me. I primi due libri che ho scritto, li ho pubblicati a pagamento. Non è mai stato un segreto. Ho voluto provare. Si tratta di un libro di favole che i bambini adorano, e non perché lo dico io, me lo hanno detto loro stessi e confermato le maestre di diverse scuole; e di un saggio letterario (che vorrei ampliare e far ripubblicare da un altro editore) che purtroppo non è più in commercio perché la casa editrice ha chiuso, ma ancora viene utilizzato dagli studenti italiani per le loro tesi di laurea. Poi ho deciso che non avrei più pubblicato a pagamento. Anche perché ho fatto esperienza e ho capito che quello non era il solo modo, anzi. Rispetto il tuo punto di vista ma non rifiuto di leggere un libro autopubblicato o pubblicato a pagamento.

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