Pensieri su… “Quel che resta del giorno”

Mi è stato prestato "Quel che resta del giorno" di Kazuo Ishiguro. Ricordavo vagamente il film ma non mi era mai capitato tra le mani il libro da cui è stato tratto. Ebbene: eccolo qui, in un'edizione del 1996, Arnoldo Mondadori Editore.

Questo libro cammina a passo lento, a passo di maggiordomo direi. Si viaggia tra il presente e il passato a un ritmo costante, né troppo veloce, né troppo lento. È un libro che emana tranquillità, serenità e autocontrollo ad ogni pagina.

È il diario del maggiordomo: Mr. Stevens. Un uomo che non perde mai il controllo di sé e continua a lavorare anche quando è appena morto suo padre. Vive per il suo lavoro e per offrire il servizio migliore al padrone di casa. Non si è mai sposato, è completamente solo ma sembra non accorgersene, perché ha il suo lavoro.

Lavorava precedentemente a Darlington Hall per Lord Darlington, che ha servito in maniera ineccepibile, direi calpestando se stesso e la propria vita in favore del suo padrone. Poi nella stessa casa è subentrato Mr. Farraday, un americano che lo esorta a prendersi una vacanza. E Mr. Stevens lo fa, con l'auto del suo nuovo padrone, dicendo a se stesso che andrà a cercare una sua vecchia collega, Miss Kenton, per vedere se voglia tornare a lavorare a Darlington Hall, dove crede possa essere d'aiuto la sua figura. 

C'è una meravigliosa descrizione della brughiera: un paesaggio semplice e maestoso proprio in forza della sua estrema semplicità, linearità e calma che riesce a infondere in chi la guarda.

Nel suo viaggio, il maggiordomo vede bei posti e incontra persone curiose, ma soprattutto ricorda gli anni in cui era al servizio di Lord Darlington e gli illustri personaggi che ha visto entrare a Darlington Hall.

Il maggiordomo pensava di non essere in grado di comprendere questioni di politica nazionale, autoconfinandosi nel suo modesto seppur importante ruolo. Io credo che la gente, quella che viene definita gente comune, dovrebbe interessarsi della politica nazionale e internazionale, perché siamo parte di questo mondo. E le persiane che votiamo non devono decidere per noi che non capiamo ma rappresentare l'idea politica che sia il più possibile vicina alla nostra. L'impressione che ho avuto è che Mr. Stevens si sia trincerato dietro una figura illusoria: il ritratto del perfetto maggiordomo, dimenticandosi di se stesso.

Senza parlare di Miss Kenton. La donna si è sposata anni prima e vive lontano con la sua famiglia. Qui faccio una piccola rivelazione: la donna era innamorata di Mr. Stevens, che però era troppo impegnato a fare il maggiordomo. Quando glielo rivela, durante quello che sarebbe stato probabilmente il loro ultimo incontro, Mr. Stevens prende un immateriale schiaffo in faccia. Si capiva che lei era interessata al maggiordomo, proprio dai racconti che lui fa nel libro. Ma l'uomo non ci aveva mai capito niente. Chissà cosa sarebbe accaduto se lei si fosse dichiarata apertamente prima? Probabilmente niente. Mr. Stevens, figlio di un maggiordomo, riusciva a fare solo il maggiordomo.

Tornando a Darlington Hall, l'uomo fa una sosta e una riflessione: la sera è la parte più bella del giorno. E questa è anche una similitudine con la vita.

Mr. Stevens riflette molto sul significato di dignità: per lui, detto in due parole, significa non togliersi i panni di dosso in pubblico. E credo che lui non l'abbia fatto mai nemmeno in privato. Poi si chiede alla fine cosa ci fosse di degno nel servire una persona asetticamente, come lui aveva fatto con Lord Darlington, un uomo che aveva fatto scelte sbagliate anche cercando di aiutare il mondo. Ma le sue elucubrazioni cessano subito, perché la sua preoccupazione alla fine del libro è imparare a fare battute ironiche per compiacere Mr. Farraday.

Club dei lettori – “Era il mio migliore amico” di Gilly Macmillan

Nuova sorpresa da parte di Newton Compton editori: “Era il mio migliore amico” di Gilly Macmillan (in uscita il 9 novembre 2017)! Della stessa autrice ho letto “La ragazza perfetta” e sono curiosa di scoprire i risvolti di questo nuovo thriller! Grazie Newton Compton!

Cambierà…?

Sembra un film. Immagini in tv di scene atroci o disastri naturali, foto che rappresentano scenari disperati, gente che soffre e molto, molto altro… Tutto così lontano; tutto dietro a uno schermo, sulla pagina di un giornale, in una voce che racconta alla radio. E noi lontani, così lontani. Poi accade vicino, molto vicino e la preoccupazione sale: e poi ancora tutto lontano. Sembra un film, una vocina dentro di noi grida che non può essere vero ma purtroppo lo è. È la Terra, è il nostro mondo, siamo noi. E solo noi possiamo cambiare il nostro destino. Ma adesso siamo ancora dietro a quello schermo, sfogliamo ancora quel giornale. Speriamo che tutto questo un giorno cambierà da solo senza bisogno del nostro apporto e della nostra volontà…

Mamma Gaia

Questa poesia non è mia ma valeva la pena pubblicarla.

Mamma Gaia

Vedo.

Dai calori di gioventù ricavasti brufoli esplosivi.

Così i tuoi umori generano vènti:

con alcuni ti schiaffeggi nei mari,

sulle montagne maestose

per tenerti vigile.

Il complice d’amore ti brucia il ventre nel deserto.

A volte incendia la tua pelle profumata

ma la nuova non marca sfregi.

Tu ricrei te stessa nuova e migliore.

Egli ti bacia e carezza tutta e ti ama. Lo vuoi!

Ai tuoi figli dài il respiro e senti sospiri e risate.

Tu ascolti e doni senza risparmio

dal profondo dei tuoi cristalli

allo sguardo sul firmamento. Lo senti.

Perché tu sei del firmamento.

Guardando te vedo me stesso.

Ma il segreto…

Le armonie della tua vitalità

nessuno le sente.

Traversi l’Universo

cantando

e lo tieni per te.

Tu ricrei te stessa nuova e migliore.

Guardando te vedo me stesso…

Mamma, ti prego

svelami i tuoi segreti.

Poggio Mirteto, 04 novembre 2017

Love ♥ Raccontami l’amore – L’Antologia che parla solo di Amore

Ho appena ricevuto “Love ♥ Raccontami l’amore – L’Antologia che parla solo di Amore” (Arduino Sacco Editore 2017). E finalmente posso sfogliare questa raccolta che contiene il mio contributo “La nuvola dell’amore”.
Ho ricevuto due copie speciali, ognuna con un adesivo in rilievo a forma di cuore: un tocco di dolcezza!

Pensieri su… “Il misterioso caso di Charles Dexter Ward”

Un classico dell’horror “Il misterioso caso di Charles Dexter Ward” di Howard Phillips Lovecraft, in un’edizione in nero dei classici Newton Compton uscita a gennaio 2017. Adoro questi classici con la copertina morbida e imbottita!

Le prime pagine mi hanno un po’ spiazzata, perché si fanno riferimenti a una storia che si rivelerà intricata e ricca di particolari. Lentamente però tutto prende forma e le domande trovano risposta.

La trama

Questa è la storia di un giovane uomo: Charles Dexter Ward. Fin da ragazzo si è interessato alle antichità e al passato della sua città: Providence. Questa profonda passione si trasforma però in ossessione quando Charles scopre che tra i suoi antenati c’è una figura a dir poco controversa: Joseph Curwen, vissuto 150 anni prima. Il ragazzo scava a fondo e con molta difficoltà scopre molto della vita di questa figura odiata e temuta dai suoi contemporanei. L’uomo aveva vissuto nella sua stessa città dopo essersi trasferito da Salem. Visse a lungo e fu legato a sparizioni di uomini e strane luci provenienti da una fattoria che aveva comprato a Pawtuxet. Lentamente Charles comincia a fare delle scoperte sempre più interessanti e a coinvolgere sempre meno la sua famiglia e il dottor Willett, amico di suo padre. 

Un libro incredibile e pieno di dettagli che si intersecano e di misteri che verranno lentamente svelati. Ma non tutti subito. Bisogna aspettare le pagine successive per capire cosa volessero dire alcune lettere o cosa significassero alcuni comportamenti del giovane Ward, come anche per decifrare il suo strano viaggio in Europa. A svelare alcuni misteri penseranno anche degli articoli di giornale. E tutto alla fine avrà un senso. 

Charles alla fine, completamente cambiato, verrà portato dagli “alienisti”, perché la sua mente venga curata. Ed è da qui che comincia il libro, per poi andare a ritroso. Ma il giovane ha davvero bisogno di essere curato?

Un libro da leggere per tutti gli amanti del genere.

Giusto un po’ di spoiler… 

Chi è la figura evocata da Willett proprio alla fine della storia? Questo non viene spiegato.  Si capisce solo che proviene da un lontanissimo passato e che sta dando la caccia ai tre stregoni che lentamente fanno capolino nella storia…

Club dei lettori – “Wintersong” di S. Jae-Jones

“Wintersong” di S. Jae-Jones è un graditissimo arrivo per il “Club dei lettori” della Newton Compton editori che stavo aspettando! In uscita il 26 ottobre 2017, questo romanzo fantasy mi ha incuriosita da subito.

L’inverno si avvicina e il Re dei Goblin sta per scegliere la sua futura sposa. Quando rapisce la sorella di Liesl, la ragazza partirà per salvarla…

Risotto sole

Ed ecco qua una nuova creazione culinaria del nostro Ratatouille romano! Un risotto leggero e saporito!

Per tre persone
Tempo 45′

Difficoltà: facile


Ingredienti:

Riso​​ 10 cucchiai

Cetriolo​ uno di grandezza media

Sedano ​​un gambo senza foglie

Limone​​ uno di grandezza media

Curry​​ due cucchiaini

Sale grosso​ q.b.

Zucchero​ un cucchiaio e mezzo

 

Preparazione:

Lavare e asciugare il sedano. Tagliarlo in dadini piccoli.

In una pentola appropriata mettere acqua di volume doppio al riso da cuocere.

Porre i dadini di sedano nell’acqua e portare a ebollizione.

Nel frattempo togliere al cetriolo la buccia aiutandosi con un pelapatate.

Tagliare il cetriolo per la sua lunghezza in quattro parti e ridurlo a cubetti.

Mettere il cetriolo in una ciotola di ceramica. Aggiungere lo zucchero.

Spremere il limone e aggiungerlo alla ciotola con il cetriolo. Nello spremere il limone, si può mettergli sotto un passino a maglie strette per raccogliere subito e senza fatica i semi che inevitabilmente cadranno, lasciando scolare il succo senza grumi fastidiosi.

Mescolare il cetriolo con lo zucchero e il limone lasciando amalgamare e insaporire il tutto.

Quando l’acqua in pentola inizierà a bollire, aggiungere il riso.

A metà cottura aggiungere il sale e lasciare asciugare il riso fino ad ottenere una massa compatta ma ancora abbastanza fluida, badando a non farlo attaccare al fondo della pentola.

A cottura ultimata porre il riso in una ciotola adeguata di ceramica.

Aggiungere il curry e mescolare fino ad ottenere un amalgama uniforme.

Aggiungere il composto di cetriolo, zucchero e limone.

Mescolare delicatamente mantenendo la consistenza di un risotto fluido in modo che non risulti troppo pastoso.

In questo caso non serve irrorare con olio.

Servire molto caldo.

A chi piace è concesso di spolverare con parmigiano, ovvero pecorino, grattugiato, senza esagerare.

Al vostro appetito una buona soddisfazione.

Nuovo arrivo! “Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”

Nuovo arrivo! Una vera sorpresa tornare a casa e trovare “Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” (Astoria Edizioni) di Mary Ann Shaffer e Annie Barrow, in uscita il 2 novembre 2017! Un nuovo amico dalla copertina rossa, segno distintivo di Astoria Edizioni.

Un libro che racconta di amore per i libri, editori, scrittori e lettori ma non solo… E sembra che presto diventerà un film! Sono curiosissima!