Fiori di zucca con salmone

Questa ricetta del nostro Ratatouille romano è proprio da provare! Un piatto leggero e saporito: da leccarsi i baffi!

Per tre persone

Tempo: un’ora e mezza

Difficoltà: media

Ingredienti:

12 fiori di zucca

250 gr. di filetti di salmone

½ litro di brodo granulare

2 carote di media grandezza

3 uova

1 cucchiaio raso di rosmarino

Pangrattato q.b.

2 cucchiaini di Curry

2 cucchiaini di noce moscata

Sale q.b. 

Preparazione:

Con un pelapatate togliere la buccia esterna alle carote. Tagliarle a tondini piccoli e lessarle in ½ litro di acqua, aggiungendo all’acqua due pizzichi di sale grosso e mezzo cucchiaio di brodo granulare.

Nel frattempo pulire i fiori di zucca togliendo il pistillo e i filamenti esterni. Lasciare un pezzetto del gambo e fare attenzione a non stracciarli.

Cuocere a vapore, in un cestello forato di metallo inserito su una piletta riempita a metà di acqua, il salmone finché divenga morbido e leggermente imbianchito.

Dalle tre uova togliere due tuorli. Sbattere i due tuorli e gli albumi con il tuorlo rimanente separatamente.

In una ciotola adeguata, con il frullatore a immersione (pimer), ridurre in poltiglia il salmone, i due tuorli sbattuti e le carote lessate insieme, aggiungendo due cucchiaini di curry e due cucchiaini di noce moscata. Aggiungere due prese di sale.

Accendere il forno a 180°.

Con il composto di salmone ottenuto farcire l’interno dei fiori di zucca.

Arrotolare l’apice dei fiori di zucca in modo che il composto non fuoriesca.


Preparare due ciotole. In una abbiamo messo il tuorlo e gli albumi sbattuti in precedenza delle tre uova. Nell’altra mettere del pangrattato.

Preparare una teglia foderandola al suo interno con carta da forno oliata leggermente.

Passare i fiori di zucca nello sbattuto di uova e arrotolandoli nel pangrattato. Metterli nella teglia.


Infornare per quindici – venti minuti.

Passati dieci minuti circa, girare i fiori e infornare di nuovo.

Attendere finché siano imbruniti e croccanti.


Servire caldissimi o tiepidi in piena fragranza.

Nota: con il brodino dove si sono lessate le carote si può cuocere una zuppa veloce o quanto altro per non sprecarlo.

Al vostro appetito una buona soddisfazione.

Nuovi arrivi! “Il mistero della cattedrale” e “Codice Botticelli”!

Questa volta per il “Club dei lettori” della Newton Compton ho ricevuto due libri a sorpresa: “Il mistero della cattedrale” di Miriam Briotti e “Codice Botticelli” di Agnès Michaux, entrambi usciti a giugno 2017. I thriller storici non sono esattamente il mio genere, però li metterò nella mia lista di libri da leggere!

Revisione della bozza – “Il Regno delle Quadrobambole”

Lo so, sono passati diversi mesi dal mio ultimo post sul libro in uscita “Il Regno delle Quadrobambole”: purtroppo c’è voluto molto più tempo del previsto. Ma adesso finalmente sto correggendo la bozza che mi è stata inviata! E mi sembra già un bel passo avanti! Quindi ora devo solo sistemare gli ultimi dettagli. Non so di preciso quando uscirà il libro ma immagino presto. Già tenere la bozza in mano è un’emozione… Questa volta ci saranno filastrocche e disegni da colorare. Non vedo l’ora di avere tra le mani il libro finito!

Pensieri su… “Morte di una moglie perfetta”

“Morte di una moglie perfetta” di M.C. Beaton è uno dei casi di Hamish Macbeth, pubblicato da Astoria a febbraio 2017. Un libro semplice e di facile comprensione. 

Un giallo che si svolge in un paesino della Scozia in cui tutti si conoscono. Il protagonista è Hamish Macbeth, un uomo tranquillo che gestisce la altrettanto tranquilla stazione di polizia di Lochdubh. Un uomo senza ambizione professionale che vive nella sua isola felice con il suo cane, la pecora nera e le galline. È innamorato della ricca e altolocata Priscilla, che lo vorrebbe più ambizioso e si è trovata un fidanzato a Londra. Ma le cose cambiano… 

Nel tranquillo paesino arriva una nuova coppia. E il clima cambia al loro arrivo: peggiora come a presagire un brutto evento. La moglie, Trixie, sembra saper fare tutto e va in cerca di mobili per arredare il bed & breakfast che sta aggiustando con il marito, un uomo che sembra non saper fare nulla. Ma Trixie è la moglie perfetta, che ha sempre voglia di dettare legge e comandare su qualcuno. Conquista le donne del villaggio con le sue idee rivoluzionarie per proteggere i pipistrelli e con la battaglia contro il fumo. È bella ed ha un ascendente su molti ma qualcuno al villaggio la detesta… La donna viene ritrovata morta nel suo bed & breakfast: è stata avvelenata. Ci penserà Hamish Macbeth a risolvere il caso, apparentemente complicato ma più semplice e ovvio di quel che sembrava. E dovrà destreggiarsi tra l’apprezzamento e il disprezzo dei suoi superiori, e gli abitanti del paese che lo trattano con sufficienza, perché lo vedono come uno di loro e non come un poliziotto.

Niente fronzoli nella scrittura, pochi dettagli e le scene che si susseguono velocemente senza ogni volta descrivere ogni passo. Una lettura veloce e appassionante, intrigante e leggera.

Pensieri su… “La mediocrazia”

Un libro che fa più che riflettere sulla società di oggi “La mediocrazia” (2017) di Alain Deneault. Grazie all’editore Neri Pozza per questo interessantissimo invio. Un libro che ho letto, meditato e sottolineato.

Non si parla soltanto di mediocrazia ma anche di università, terzo mondo e aiuti umanitari, politica, cultura e molto altro. Non tutto è come sembra e purtroppo tutto gira intorno all’interesse. In pochi governano le cose. Gli altri, la maggior parte, vengono relegati nella mediocrazia: non devono essere degli sciocchi ma neanche dei geni. L’importante è che siano pedine utili e facilmente manovrabili. Un libro scritto con un linguaggio forbito che vi aprirà gli occhi sul mondo in cui vivete e sulla vostra stessa vita.

Il tema della mediocrazia viene affrontato soprattutto all’inizio del libro, poi gli argomenti cominciano a spaziare. Ad esempio, si parla della cultura e degli artisti. “L’arte per l’amore dell’arte” non sembra esistere più al giorno d’oggi: lo scopo dell’arte è vendere. E gli artisti vengono usati da chi li ha appoggiati nel loro cammino.

Numerose le citazioni e i nomi e cognomi di chi ha il potere ad alti livelli e non compare mai.

Interessante il paragrafo sulla televisione, considerata una finestra sul mondo che mostra volti noti che diventano, per gli spettatori, familiari. Ma non tutto è come appare… La televisione non è un mezzo di aggregazione ma di disgregazione: tutti a guardare la stessa cosa ma isolati dagli altri.

La soluzione a un mondo sbagliato compare nell’ultimo paragrafo, in cui si raccomanda di fare qualcosa, qualsiasi cosa. Si auspica di rompere con il passato per dare vita a una nuova generazione che sarà migliore. Non credo sia così facile… Comunque, vale la pena tentare.

Pensieri su… “La donna di ghiaccio”

“La donna di ghiaccio”, un thriller di Robert Bryndza uscito il 25 maggio 2017. Di solito mi arrivavano i libri d’ufficio grazie al “Club dei lettori” ma questa volta sono stata io a richiedere questo libro che mi incuriosiva. Ringrazio Newton Compton editori per questo invio! 

In un parco di Londra viene scoperto il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio… Ben presto si scopre che la ragazza è nientemeno che Andrea, la figlia di un lord inglese, e aveva un fratello, David, e una sorella, Linda, due tipi eccentrici. Si comincia a indagare e viene chiamata la detective Erika Foster. Al suo personaggio mi sono affezionata subito: ha perso suo marito, anche lui un poliziotto, durante un’operazione che era proprio lei a guidare e non si conosce ancora il nome dell’assassino; e ora si trova con una squadra che non la riconosce da subito come comandante e l’uomo che la precedeva in quel ruolo la osteggia apertamente. Ma Erika riuscirà a farsi volere bene, nonostante i suoi errori e i momenti di seria difficoltà nelle indagini e nella vita privata.

Erika è un personaggio che mi è piaciuto molto, proprio perché non è perfetta. È umana e ha i suoi alti e bassi, ma anche un istinto infallibile. Quell’istinto che la porta a lasciare una falsa pista per concentrarsi su un’altra idea che, passo dopo passo, la condurrà alla verità. Erika non si farà fermare dalla famiglia ricca e facoltosa della giovane come hanno fatto altri, evitando di fare indagini approfondite. Al contrario, indagherà in un ambiente malfamato lontano da quello della ragazza, e sospetterà di tutti, passando al setaccio la vita della ragazza. Spunteranno così fuori i segreti che la riguardano e che riguardano la sua famiglia e il suo fidanzato, bruttino ma molto ricco, e altre due misteriose figure che erano con lei il giorno in cui è scomparsa… Un puzzle perfetto che Erika ricompone tassello dopo tassello. 

Impossibile staccare gli occhi dal libro.

Mi chiedo solo: ma i dettagli sull’omicidio del marito di Erika? E chi l’ha ucciso? L’autore lo svelerà in un nuovo libro?

Farfalle rustiche integrali

Un invitante primo piatto realizzato dal nostro Ratatouille romano che non ci delude mai!

Per 3 persone

Tempo: 30 minuti
Difficoltà: facile

 

Ingredienti:

Farfalle di pasta integrale:​ gr.230

Melanzana​​​ una di media grandezza

Carota​​​​ una di media grandezza

Pane grattugiato ​​due cucchiai

Rosmarino ​​​un cucchiaio

Menta​​​​ un cucchiaio raso se tritata essiccata, ovvero a piacere se foglie tritate

Olio E.V.O. ​​​q.b.

Sale grosso​​​ mezzo cucchiaio per la pasta

Sale fino​​​ due cucchiaini per la melanzana

Pecorino o parmigiano ​​un cucchiaio abbondante grattugiato

 

Preparazione:

Iniziare a cuocere la pasta. Nel frattempo togliere la buccia dalla melanzana e dalla carota.

Ridurre a poltiglia la melanzana sbucciata con un frullatore a immersione.

Tagliare la carota a cubetti non molto grandi e porla a cuocere insieme alla pasta a circa metà tempo della relativa cottura.

Prima che la poltiglia di melanzana annerisca, porla in una ciotola con olio sufficiente ad impastarla senza renderla troppo liquida. Aggiungere il sale. Cuocere in una pentola con un po’ d’olio per circa quindici minuti, mescolando spesso con un mestolino di legno o di altro materiale che non sia metallo, aggiungendo a fine cottura il rosmarino e la menta.

Quando la pasta sarà cotta, versarla (insieme alla carota che avevamo aggiunta) in una ciotola adeguata.

Versare nella ciotola il composto di melanzana e mescolare insieme il tutto finché l’amalgama sia omogeneo.

Ora versare il pane grattugiato, continuando a mescolare ottenendo una distribuzione soddisfacente.

Servire ancora fumante, guarnendo a piacere con un po’ di olio a crudo e con pecorino o parmigiano grattugiato.

Al vostro appetito una buona soddisfazione.

Pensieri su… “L’altra metà delle fiabe”


Abeditore ha avuto una bellissima idea con “L’altra metà delle fiabe” (2016) a cura di Antonella Castello e non posso che ringraziare per questo interessante invio! 

In questo testo vengono messe a confronto le tre fiabe “La bella addormentata nel bosco”, “Il gatto con gli stivali” e “Cenerentola” di Charles Perrault, tradotte da Carlo Collodi, con le loro controparti italiane contenute in “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile: “Sole, Luna e Talia”, “Cagliuso” e “La gatta Cenerentola”.

Quello che è stato scritto da Perrault è successivo alla versione di Basile. Sarebbe interessante fare un confronto anche con le fiabe di Jacob e Wilhelm Grimm.

Nel testo si comincia con le tre fiabe di Perrault, seguite dai racconti di Basile. Ma io non le ho lette in quest’ordine: ho cominciato con la prima fiaba dello scrittore francese e poi ho letto la controparte dell’autore napoletano, e così via. Sono molte le somiglianze ma ci sono anche diverse parti discordanti. La certezza è che Basile ha messo inchiostro su carta prima di Perrault.

Un libro che vi porterà a fare un paragone spontaneo tra la fiaba come la ricordate dall’infanzia, la versione di Perrault e la più antica di Basile. E non potrete non pensare alle versioni dei cartoni animati Disney “Cenerentola” e “La bella addormentata nel bosco”, e al gatto con gli stivali che accompagnava l’orco Shrek ed è stato protagonista del film “Il gatto con gli stivali” della DreamWorks.

— Spoiler —

È giusto che ognuno legga questi racconti e tragga le proprie conclusioni, notando somiglianze e differenze. Però qualche considerazione personale la vorrei fare. 

Nella fiaba “La bella addormentata nel bosco” non c’è il bacio del vero amore per il risveglio! La principessa si sveglia solo perché così aveva detto la fata nel suo incantesimo ed erano passati cento anni. Poi, a chiamarsi Autora è la regina, non la principessa come nel cartone animato Disney. Interessante il dettaglio che, appena la principessa si punge con il fuso, viene avvertita la fata che ha mitigato il cattivo incantesimo della fata anziana da un nano che indossa gli stivali dei sette chilometri, che ricordo come gli stivali delle sette leghe.

Interessante il fatto che “Il gatto con gli stivali” fosse un gatto maschio, mentre in “Cagliuso” la gatta era una femmina. In entrambi i racconti, nessuno si stupisce di sentirli parlare.

Disney ci ha mostrato nell’omonimo cartone animato come Cenerentola avesse in tasca l’altra scarpetta, dopo che quella portata in tutto il reame si era appena rotta. Pensavo fosse un’invenzione ma non del tutto: nella versione di Perrault, la scarpetta che fa il giro del regno non si rompe ma Cenerentola aveva comunque in tasca l’altra. Di vetro.