Vita da blogger – Incontri con l’editore

Difficile descrivere in poche parole la bella giornata passata il 13 gennaio presso la casa editrice Newton Compton a Roma. Ho potuto parlare con tante persone amanti della lettura e conoscere in anteprima molti libri in uscita della casa editrice. 

Tra le numerose novità letterarie della Newton Compton, ecco quelle che mi hanno interessata maggiormente.


“Madame Claudel è in un mare di guai” di Aurélie Valognes. In uscita il 9 marzo 2017. È la storia dell’anziano burbero Ferdinand Brun, di 83 anni, che sarà costretto ad accettate l’aiuto della sua vicina, madame Claudel, che di anni ne ha 93. A scalfire il muro che lo circonda sarà Juliette, la figlia dei vicini.


“Fellside – La prigioniera” di M.R. Carey. Jess si sveglia in ospedale piena di ustioni e viene accusata di aver appiccato lei l’incendio che l’ha mandata in ospedale. Non ricorda niente e finisce in prigione. Finché non le appare il fantasma del bambino morto nell’incidente…


“La ragazza nel giardino del tè” di Janet Mac Leod Trotter. L’India, l’Inghilterra, gli anni Trenta, la Seconda Guerra Mondiale: è la vita dell’indiana Adela Robson.


“La donna della porta accanto” di Mel Sherratt. Un interessante thriller.


“Una coppia quasi perfetta”, thriller di Nina Sadowski. Ellie Larrabee ha una vita perfetta, finché scopre che suo marito ha un oscuro passato…

Mi hanno interessata anche il thriller “Era una famiglia tranquilla” di Jenny Blackurst (uscito il 12 gennaio 2017) e “Amore, zucchero e caffè” di Daniela Sacerdoti (in uscita il 19 gennaio 2017). E poi anno attratto la mia curiosità altri tre volumi: “Alla scoperta dei segreti perduti della Sicilia” (novembre 2016) di Clara Serretta, “La macchina del tempo – L’isola del dottor Moreau” di H.G. Wells (gennaio 2017) e “Il misterioso caso di Charles Dexter Ward” (gennaio 2017) di Lovecraft.

Non finirò mai di leggere!

Pensieri su… “L’imprevedibile destino di Emily Fox-Seton”

Prima di tutto ringrazio l’editore Astoria per avermi regalato “L’imprevedibile destino di Emily Fox-Seton” di Frances Hodgson Burnett. È un piccolo tesoro che consiglio a tutti di leggere: scorrevole, drammatico, intenso, realistico. Bello. Pubblicato per la prima volta nel 1901, è uscito quest’anno edito da Astoria.

Mi sono ritrovata a leggere questo libro in contemporanea con l’ultimo racconto della raccolta “La lacrima nel sigillo e altri racconti” di Henry James. Proprio in quel racconto la protagonista, Sylvia, si sente come la giovane di “La bella e la bestia”. È in una casa meravigliosa piena di cose preziose con un uomo ricco e barbuto che quasi non conosce. Nel romanzo della Burnett, Emily guarda la sua nuova è immensa casa come se fosse il castello della Bella Addormentata. Due riferimenti alle favole in due storie diverse. Ma il dato comune è che le donne protagoniste sposano un uomo più grande e ricchissimo che si prenderà cura di loro per la vita. Sylvia era di buona famiglia ma aveva perso tutto; Belle non era ricca e trova la sua fortuna. La Bella Addormentata sposa un principe, essendo una principessa; Emily era di nobili origini ma caduta in disgrazia. In ogni favola la protagonista, che sia una principessa o che sia povera, trova sempre un principe ricco che le donerà tutto, a cominciare dal castello. E così le favole entrano nella letteratura d’autore e racconti e romanzi le citano.

— Spoiler —

Parlando in particolare di questo libro, devo ammettere che la Burnett non si smentisce mai! Protagonista assoluta è Emily Fox-Seton: povera ma bella nel suo genere, alta e con bei capelli scuri. Emily fa i salti mortali per sopravvivere e non chiede niente a nessuno. Ma un giorno la sua vita cambia: inaspettatamente un marchese sceglie lei come moglie! Le pretendenti erano bellissime fanciulle ma Emily ha il fascino di una donna di 34 anni e dimostra una grande abnegazione nel lavoro. Il marchese sceglie lei. E comincia così la seconda parte del libro. Emily si sposa e diventa Lady Walderhurst. Va a vivere in un’elegante dimora di campagna. Ma comincia a farle pena l’uomo che sarebbe stato erede della fortuna di Lord Walderhust se lui non si fosse sposato: Alex Osborn. Emily prova pena per lui e per sua moglie Hester, per metà inglese e per metà indiana, che non versano in buone condizioni economiche e vengono dall’India. Li invita in un cottage poco distante dalla sua villa. Lord Walderhurst non li sopporta e, accettando un impegno di rappresentanza, parte per l’India. Hester Osborn rimane incinta ed Emily invita i due nella sua casa. E scopre di essere incinta anche lei. Intanto, strane cose cominciano ad accadere… Incidenti che potrebbero portarla alla morte! Ma Emily sospetta che siano stati provocati dai suoi ospiti, in particolare da una nativa indiana che assiste Hester. Decide di chiedere al marito di tornare ma lui è malato in India. Allora Emily scappa da casa sua e si rifugia a Londra. Lì fa nascere suo figlio, aiutata da Jane Cupp, la sua fedele assistente, e da sua madre: due donne che facevano parte della vita di Emily anche quando era povera. Ma quando Lord Walderhurst riesce finalmente a tornare, trova Emily in fin di vita e con un bambino nella culla. Riesce a farla svegliare da un profondo sonno pronunciando incessantemente il suo nome. Intanto gli Osborn hanno avuto una bambina e sono tornati in India, dove Alex muore per uno strano incidente: si spara per errore con un fucile che credeva scarico. Emily fa tornare Hester a vivere vicino a lei, insieme a Lord Walderhurst e ai suoi due bambini. Alla fine del libro, Hester confessa a Emily di sospettare della sua serva nativa: forse quello di suo marito non era stato un incidente. Perché, da quello che si evince nel libro, i nativi fanno così: fanno passare per incidenti fatti che sono loro a provocare. Inquietante.

Un romanzo che poteva essere piatto e scialbo, con la penna della Burnett diventa interessante, pieno di risvolti e considerazioni. I personaggi sono tutti ben tratteggiati e non si può non amare Emily. Una donna semplice che sa cosa significhi essere indigente. Emily non è perfetta e proprio questo la rende in qualche modo vera. Aiuta tutti ed è capace di provare affetto sincero verso gli altri. Anche quando era povera non invidiava i ricchi; anzi, lavorava per loro con dedizione. Diventata ricca, non ha dimenticato i suoi amici e ha aiutato chi aveva bisogno. Un esempio per tutti. Un libro assolutamente da leggere.

Pensieri su… “Harry Potter e la maledizione dell’erede”

Rituffarmi nel mondo di Harry Potter e per di più nel periodo natalizio è stato più che un regalo di Natale! “Harry Potter e la maledizione dell’erede” (Salani Editore) è uscito a settembre 2016. Stavolta si tratta di un’opera teatrale scritta da J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Un libro troppo breve. Sono entrata e uscita da Hogwarts troppo presto e ne ho un’enorme nostalgia! È stato come accendere un fiammifero e vederlo spegnersi troppo presto.

Come segnalibro, ho usato il biglietto del cinema di “Animali fantastici e dove trovarli”, che sono andata a vedere lo scorso novembre.

Il libro può sembrare lungo ma non lo è affatto. Si tratta di dialoghi, scene, battute che non occupano completamente le pagine. Il testo si legge molto velocemente e sembra proprio di stare a teatro. Se volete immaginarlo così. In qualche scena io ho usato la fantasia per vedere i personaggi immersi nel loro mondo, facendo scomparire il palco e la platea. Mi sono chiesta come siano stati realizzati gli effetti speciali: il fuoco, il lancio degli incantesimi, l’Expecto Patronus… E poi Albus Severus e Scorpius sotto il mantello dell’invisibilità… In un film è un conto ma a teatro?

Ho letto sul web che la Rowling avrebbe chiesto ai lettori di non rivelare la trama. E io, da parte mia, non voglio certo rovinarvi la sorpresa! Vi dico che questa volta i protagonisti sono Albus Severus, il secondo dei tre figli di Harry Potter e Ginny Weasley (insieme a James e Lily), e Scorpius Malfoy, il figlio di Draco. Albus non ha un buon rapporto con suo padre, perché vive male il continuo confronto con Harry Potter. Quando parte per studiare a Hogwarts il loro rapporto non è ancora del tutto crollato. Ma poi Albus fa amicizia sull’ormai famoso treno proprio con Scorpius, che nulla ha a che vedere con l’antipatico padre. Di Scorpius si dice che sia il figlio segreto di Voldemort e tutti lo evitano, ma non Albus. Non lo sopporta nemmeno Rose Granger Weasley, cugina di Harry e figlia di Ron e Hermione. I due ragazzi diventano invece grandi amici, mentre il rapporto tra Albus e Harry peggiora.

Ormai non c’è più da salvare il mondo da Voldemort ma Albus vuole tentare una sua avventura. E sta qui la differenza con suo padre: Harry ci si è trovato nelle sue avventure, non poteva far finta di niente, ma non se la andava certo a cercare. E Albus e Scorpius rischieranno di combinare dei grossi guai… 

Finché poi i due ragazzi si ritroveranno, loro malgrado, a dover vivere una nuova avventura. Ma saranno costretti a chiedere aiuto agli eroi di sempre, più uno… E Harry Potter ammetterà in quest’ultimo difficile scontro che non ha mai combattuto da solo e per questo ha sempre vinto.

I nomi di alcuni protagonisti sono stati cambiati rispetto alla versione italiana a cui i lettori sono abituati, lasciando quelli originali. E la traduzione non sempre mi è piaciuta.

Pensavo che sarei rimasta delusa da questa pièce scritta a tre mani e invece mi è piaciuta molto. Sarebbe un sogno vederla a teatro…

Il caffè della Befana

Lo lasciavamo la sera sul tavolo della cucina il caffè della Befana. E la mattina era stato bevuto! Ho sempre avuto un rapporto speciale con la Befana. Appena passato Babbo Natale, scrivevo di corsa una letterina anche a lei. E questa adorabile vecchina, a differenza di Babbo Natale, mi rispondeva! Le sue erano lunghe lettere con tanti disegnini.

La mia bisnonna mi raccontava di quando la Befana le faceva visita. Sua madre diceva a lei e ai suoi fratelli di nascondersi sotto al tavolo prima che arrivasse, altrimenti non sarebbe venuta, vedendo lì i bambini. Da sotto al tavolo lei e suoi fratelli non videro mai le gambe della Befana ma la sentirono parlare con la mamma. Una vecchina che chiacchierava con la loro mamma e lasciava in dono arance e mandarini. La mia bisnonna mi raccontava spesso questa storia quando ero piccola. E io ne ero affascinata.

Per me la Befana passava due volte: a casa  mia e in quella dei nonni che vivevano poco lontano. Due calze piene di dolci! La cosa che mi piaceva di più da bambina (e che amo ancora oggi) è il carbone dolce.

Una figura somigliante a quella di una strega, che vola a cavallo della sua fidata scopa, povera e buona. Mi sembra di vederla, con il fazzoletto sulla testa e lo scialle nero, il vestito di lana rattoppato e le calze pesanti. Una nonnina che fa sorridere i bambini con le sue leccornie.

Sarà per questo bel rapporto con la Befana che l’ho ritrovata anche nel mondo delle Quadrobambole, in compagnia della scopa Erminia e del gatto Nero!

La leggenda della Befana racconta che i Re Magi, seguendo la stella cometa per portare i loro doni a Gesù, bussarono alla casa di una vecchina per chiedere informazioni. L’anziana signora non seppe indicare loro la strada e si rifiutò di accompagnarli, perché aveva da fare. I Re Magi ripartirono ma poco dopo l’anziana signora cambiò idea: sarebbe andata con loro. Ma non riuscì a trovarli e cominciò a viaggiare, lasciando doni a tutti i bambini che incontrava, nella speranza di trovare il bambino Gesù.

Buona Epifania!

Pensieri su… “Zagazoo”

“Zagazoo” di Quentin Blake è un gentile regalo della casa editrice Camelozampa. Un libro meraviglioso uscito quest’anno. Quando il postino ha suonato al citofono e ho visto il pacchetto, ho capito subito di cosa si trattava! Una vera meraviglia a copertina rigida!

Ebbene sì: ci ho messo poco a leggerlo, si tratta di un libro illustrato per bambini con un testo scritto a caratteri grandi, inframezzato da delicate illustrazioni. Un tesoro firmato Quentin Blake!

La storia è molto carina da far leggere ai bambini o da condividere ad alta voce con loro. Ma Quentin Blake ci dà di più. Una storia divertente per un bambino ma che può far riflettere e commuovere veramente un adulto.

Protagonista è una coppia che un giorno riceve in dono “Zagazoo”, un bambino che nelle fasi della vita prende la forma di vari animali (come un avvoltoio urlante o un cinghiale) e crea piccoli problemi nella tranquilla vita di coppia dei due. Poi un giorno Zagazoo, quasi un uomo, si trasforma improvvisamente… In pratica, diventa come i suoi genitori. Ma il tempo passa… Zagazoo è diventato un adulto ma cosa accadrà ai genitori con il trascorrere del tempo?

Una metafora della vita e della nostra condizione fisica. Siamo bambini e cinghiali che rompono tutto e poi anziani e… lo scoprirete!

L’importante è avere accanto le persone che amiamo, che si prenderanno cura di noi, qualsiasi forma e comportamenti assumeremo. Si chiama amore. Si chiama vita. Leggetelo, è un libro tenerissimo. E forse il messaggio è talmente profondo e sottile da essere più adatto agli adulti che ai bambini; perché i piccoli rideranno e si divertiranno a leggere questa divertente storia ma solo più in là ne apprezzeranno il vero significato.

Pensieri su… “Natale su tutti i piani”

Un dolcissimo libro per bambini “Natale su tutti i piani” di Marie Aude Murail, illustrato da Boiry (Camelozampa 2016). Un tesoro, una chicca. Un romanzo per piccoli lettori che non è scontato come potrebbe sembrare.

Ho cominciato a leggerlo pensando che il Natale avrebbe risolto tutti i problemi ma mi sbagliavo. La trama è tutt’altro che scontata. Una giovane sarta, Jeanne, si occupa del fratellino malato Hugues. Il bambino vorrebbe tanto leggere ma lei non glielo può insegnare, perché è analfabeta. Conoscono solo qualche lettera. La ragazza, che vive all’ultimo piano di un palazzo con il fratellino, lavora per una ricca signora che vive ai piani bassi. E lì, vedendo che il figlio della donna getta un libro un tavolo, ne approfitta per nascondere un secondo volume che cade per terra. Ma di che libro si tratta? Suo fratello apprezza molto quel regalo, anche se sospetta il furto. Ma Jeanne ha paura di essere scoperta. E comunque lei e il Hugues non sanno leggere: cosa se ne faranno?

Al piano sotto al loro vive un ragazzo. Come si chiami e cosa faccia nella vita sono misteri per Jeanne. Si salutano e grazie a quel libro cominciano a parlare, perché il giovane sa leggere. Poi Jeanne prende una drastica decisione riguardo al libro e si trova a dover affrontare un terribile Natale, quello che crede l’ultimo per suo fratello. Per fortuna c’è una persona che ha delle competenze inaspettate… 

Una storia che descrive l’amore per lettura e per la scrittura. E ci vuole insegnare che non bisogna dare per scontate queste competenze che tanto ci semplificano la vita. Questo non è un racconto di fantasia ma sulla dura realtà ottocentesca, ottimamente descritta anche attraverso illustrazioni che mostrano gli abiti dell’epoca e gli interni delle case. L’atmosfera è magica e l’ambientazione ricorda Dickens.

Ma questa non è una storia sul Natale: solo che sarà proprio il giorno di Natale a dare una svolta positiva alle vite di tre persone. Però non fatemi svelare altro. Una favola che sono sicura i bambini apprezzeranno. E anche i grandi. Da leggere.

Pasticcio di mela

  
Nuova specialità del nostro Ratatouille romano! 

Per tre persone

Tempo 20 minuti

Difficoltà: facile 

Ingredienti:

Una mela verde

4 uova intere

2 cucchiai di uva sultanina

3 bicchierini di limoncino

3 cucchiai di zucchero

Olio E.V.O.  q.b.

Sale q.b.

Una noce di burro

Preparazione:

Sbucciare la mela.

Tagliarla dall’alto in basso a fette di circa un centimetro fino ad arrivare quasi al torsolo.

Risulteranno quattro fette intere circolari di diversa grandezza.

Liberare il torsolo dalla polpa. Gettare il torsolo mondato.

In una pentola larga porre le fette della mela e la polpa ricavata dal torsolo.

Aggiungere acqua fino a ricoprire la mela di mezzo centimetro e fare cuocere a fuoco lento aggiungendo mezzo cucchiaio di zucchero.

Attenzione a non far caramellare lo zucchero tenendo sempre lo stesso livello di acqua.

Quando la mela sarà abbastanza ammorbidita spegnere il fornello. Estrarre le fette e metterle da parte.

Estrarre il resto della polpa, ma non gettare l’acqua rimasta.

Con una forchetta ridurre il resto della polpa a poltiglia.

Tritare l’uva sultanina.

Sbattere le quattro uova e aggiungere due pizzichi di sale, due cucchiai e mezzo di zucchero, la poltiglia di polpa di mela, l’uva sultanina e l’acqua di cottura conservata continuando a mescolare il composto.

In una padella adeguata versare mezzo bicchiere di olio.

Quando l’olio sarà abbastanza caldo aggiungere il composto cuocendo a fuoco lento mescolando continuamente. Aggiungere una noce di burro. Impedire all’uovo di compattarsi in frittata creando un pasticcio denso, stando attenti che non secchi troppo.

Impiattamento:

Porre una fetta di mela di quelle messe da parte per ogni piatto piano. Per il resto comporre le parti.

Irrorare con un bicchierino di limoncino le fette.

Porre sopra le fette il pasticcio d’uovo coprendo fino a debordare.

Si può guarnire con fette di formaggio secco dolce a scelta. 

Al vostro appetito una buona soddisfazione.