Incontro con Erri De Luca


Ho scoperto solo qualche giorno prima che Erri De Luca sarebbe venuto a Poggio Mirteto (RI) il 13 marzo per parlare del suo ultimo libro “La Natura Esposta” (Feltrinelli), uscito a fine 2016. E così ho partecipato all’incontro.

Gli ho fatto solo una domanda: volevo sapere quale fosse l’aneddoto, di cui accenna all’inizio del libro, che gli ha ispirato questa storia. Ho scoperto che è proprio la storia del suo amico scultore, che si trova a dover rimuovere da una statua del Cristo il drappo di marmo aggiunto in un secondo momento, dovendo poi ricostruire la “natura”. Ovviamente, ha spiegato, lui ha raccontato la storia con altre parole, a modo suo. E credo ci sia davvero molto dello scrittore nel protagonista del libro.

Una persona gentilissima, vicina alla gente da pari a pari; niente “puzza sotto il naso”, niente barriere, niente confini, era come parlare stando seduti a cerchio. Una persona mite, simile nel modo di fare al protagonista senza nome del suo libro, personaggio che assomiglia all’autore anche perché scalatore e non credente. Foto di rito (due, perché la prima era venuta sfocata, ma non si è lamentato di doversi rimettere in posa) e autografo con dedica sul libro. L’estrema disponibilità è la caratteristica che mi ha sorpresa di più.

La sala era gremita e Erri De Luca ha parlato di Tav, della sua abitudine a leggere le Sacre Scritture, del fatto che si definisce un non credente e non un ateo (ci passa una linea sottile), di Napoli, di San Gennaro. Ha strappato qualche sorriso e qualche risata. Poi ha risposto alle numerose domande. Sempre disponibile, anche con chi di domande ne aveva due.

Crostata con bordo ripieno

Eccola qui: la crostata con bordo ripieno del Ratatouille romano che ci delizia spesso con le sue ricette! 

È facile da preparare e la preferisco alla crostata classica. Il procedimento è semplice: dopo aver imburrato la teglia e steso lo strato di pasta, applicate intorno alla crostata un bordo di pasta. Poi schiacciatelo e fatelo salire verso la parete della teglia.


Stendete la marmellata e poi ripiegate il bordo, che sarà così ripieno! Una piccola dritta per una crostata speciale!

Pensieri su… “Il giorno della tempesta”

Non avrei mai pensato di leggere un libro di Rosamunde Pilcher, perché di solito non sopporto i romanzi rosa. Poi mi hanno prestato “Il giorno della tempesta” di Rosamunde Pilcher, scritto nel 1975. E ho cominciato a leggerlo in una versione Mondadori del 2004.

Incalzante. La dimensione familiare rende tutto semplice ma gli interrogativi e i colpi di scena non mancano.

Sembra quasi una favola, perché le storie di Rosamunde Pilcher mi sono sempre sembrate favole a lieto fine in cui la protagonista da povera e bella scopre di essere anche ricca. Oppure sposa un ricco. Vaghe reminiscenze dei film tratti dai suoi romanzi. Insomma, il modello è Cenerentola. Eppure mi sono scoperta a leggerlo con interesse. Una storia leggera ma intelligente.

La trama nel dettaglio.

La protagonista, Rebecca, non sa niente o quasi della famiglia di sua madre e assolutamente niente del padre, che non ha voce in capitolo nella storia. La ragazza riceve una lettera dall’ultimo fidanzato di sua madre, che la avverte che la madre è gravemente malata. Rebecca ha la possibilità di parlarle un’ultima volta e conoscere un po’ di cose della famiglia materna, prima che sua madre lasci questa vita. Curiosa e sola al mondo, Rebecca parte per la tenuta di Boscarva, in Cornovaglia, dove la attendono sua zia Mollie e il figlio, suo cugino Eliot, e poi Andrea, la nipote di Mollie; il nonno pittore Grenville con il domestico Pettifer e il giovane Joss, che ha un grande ascendente su suo nonno. Ma chi sono i buoni e chi i cattivi? Chi è sincero con Rebecca e chi no? Diciamo che si era capita con chi sarebbe finita Rebecca… però la narrazione è molto scorrevole e tutto ha un tono caldo e accogliente. Ci si affeziona in una attimo a Boscarva, casa nel vento su una scogliera della Cornovaglia. E quel senso di casa, di camino e di calduccio davanti a un buon tè, mentre fuori piove e soffia il vento. Una sensazione piacevole e facilmente evocabile in ognuno di noi. 

Non sono amante dei romanzi ma devo dire che l’ho letto in un soffio. Questo romanzo tiene compagnia, come il caminetto acceso. Fa venire sempre voglia di rituffarcisi dentro! È scritto molto bene. Qualche refuso in questa edizione. Comunque, al contrario di quanto mi aspettassi e nonostante non sia il mio genere, mi è piaciuto. Leggero. È come un ruscello. Scorre veloce e ti fa venire la sete di leggerlo. Resta acqua che scorre, non è alta letteratura ma è stato piacevole leggerlo.

Di seguito, un po’ di spoiler.

Ma Rebecca prima bacia suo cugino Eliot e poi l’altro, Joss, suo cugino per parte di nonno? Sembra che tutto il mondo finisca dentro quella famiglia! Questo aspetto non mi è piaciuto molto. Eliot, il cugino che sembra un bravo lavoratore, figlio del fratello di sua madre, sembra una persona perbene ma è un ladro; mentre  Joss, tacciato di furto e di aver picchiato Andrea, non hai mai fatto nulla di male. E anche lui è cugino di Rebecca, perché nipote di Grenville e Sophia, la sua modella. A un certo punto Joss dice che sposerà sua cugina di secondo grado ma è sbagliato: Rebecca è sua cugina di primo grado! Hanno il nonno in comune e i loro genitori erano fratellastri per parte di padre. Il finale è aperto ma ben chiaro. Mille tornerà a casa sua; Eliot accetterà il lavoro in un’altra città, emancipandosi da sua sua madre; e Rebecca entra nella stanza con il camino, dove la attendono le due persone più importanti della sua vita: suo nonno Grenville e Joss, l’uomo di cui si è innamorata. Il finale è il nuovo inizio di Rebecca.

La vetrina della perfezione

Non so se vi è mai capitato ma ci sono persone che usano Facebook come vetrina di una vita perfetta che non hanno.

Foto di serate danzanti, abiti alla moda, bevande con ghiaccio e cannucce, amore incondizionato per la loro dolce metà, ecc. Insomma, una vetrina perfetta di una vita perfetta.

Poi le incontrate per caso: hanno appena perso il lavoro e cercano di non spendere troppi soldi in uscite, bevute e cose inutili. Ma allora, tutto quello che vedete su Facebook? E quell’amore così profondo, allora, sarà vero o solo la sciocca apparenza di una relazione incrinata? Sì, perché quegli sguardi strani che avete notato di disapprovazione la dicono lunga… Li sentite lamentarsi, arrabbiarsi, li vedete disperati, tristi e incerti sul futuro.

Ma su Facebook? Volti sorridenti e commenti positivi!

Pensieri su… “Delitto con inganno”


Non posso che ringraziare Newton Compton editori per l’invio di “Delitto con inganno” di Franco Matteucci, nell’ambito del “Club dei lettori”. Questo thriller è uscito il 23 febbraio 2017.

Terzo libro sulle avventure dell’ispettore Marzio Santoni, detto Lupo Bianco. Come nel precedente “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” siamo a Valdiluce, una terra montana tra magia e realtà, con paesaggi incantati e tanta neve! Praticamente il paradiso!

Puppy è tornato! Il pipistrello che nel precedente “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” era scappato nel bosco, è tornato e sta bene! Lo dico per tutti quelli che, come me, si erano preoccupati…

Si potevano evitare errori come “un’altro”, “almeno che” e “aereonautica”, e qualche errore di battitura. Ci sono delle imprecisioni linguistiche. Ma alcune descrizioni sono quasi poesia, come quando Santoni si ritrova sul fiume e vede la neve cadere leggera dai rami degli alberi, e gli sembra di stare in una palla di neve. Sono immagini che restano nel cuore.

In questa avventura, la seconda che ho letto, c’è una lunga prima parte del libro in cui Marzio Santoni adolescente è innamorato di una bellissima ragazza di nome Clara. La montagna, l’estate, il bagno nei fiumi dall’acqua fresca, i mirtilli: un posto meraviglioso in cui vivere. All’improvviso però Clara scompare e Lupo Bianco comincia a voler investigare sull’episodio, finendo addirittura per essere accusato lui stesso di aver fatto del male a Clara. C’è poi una seconda parte in cui Santoni, ormai adulto, si ritrova a fare i conti con quel lontano passato con cui ha ancora un conto in sospeso. Protagonista sarà anche il monte Sassone con lo strano vento che a volte ci passa in mezzo e inaspettatamente travolge tutto. Cosa nasconde questo gigante al suo interno? La vicenda si rivela più intricata del previsto. Ma Santoni non si dà per vinto e punta alla verità. Anche se stavolta sarà una mezza verità, perché uno dei personaggi della storia non troverà identità ma svelerá qualcosa di sé proprio nell’ultima pagina. E quindi mi chiedo: tornerà nel prossimo libro, come ha fatto Puppy, per rivelare chi è?

La storia mescola con sapienza efferati delitti e i simpatici animaletti dell’ispettore, momenti divertenti a operazioni di polizia, la magia della montagna alle azione umane più basse. Dolce e salato. Bianco e nero. Una parte stempera l’altra per un giallo dal sapore agrodolce. 

Club dei lettori – “Non dirmi bugie” di Rena Olsen

Nuovo arrivo oggi pomeriggio per il “Club dei lettori” da parte di Newton Compton Editori: il thriller “Non dirmi bugie” di Rena Olsen! Grazie di cuore alla casa editrice per l’invio di questo nuovo amico di carta e inchiostro! Il libro è in uscita il 2 marzo. La trama mi aveva subito interessata quando se ne era parlato nel corso dell’incontro in casa editrice. Non vedo l’ora di cominciarlo!

La trama

Clara sta spazzolando i capelli a una delle figlie, quando alcuni uomini armati fanno irruzione in casa e arrestano Glen, suo marito. L’ultima cosa che lui le urla, prima di essere portato via, è di non dire niente, e lei ubbidisce. Del resto, la rigida educazione che ha ricevuto da ragazzina, e che l’ha resa poi una giovane donna dalle maniere perfette, l’ha abituata a fare ciò che va fatto. Sempre. Ma la situazione precipita rapidamente e lei si ritrova rinchiusa, interrogata da uomini e donne che la chiamano con un altro nome, Diana, e che accusano il marito di aver commesso crimini atroci. Clara ripercorre così il suo passato, cercando la chiave per comprendere ciò che le sta succedendo. E a poco a poco il passato inizia a stridere con il presente e Clara è costretta a mettere in dubbio la realtà che ha sempre dato per scontata: dovrà ricorrere a tutte le sue forze per aprire gli occhi sul presente e affrontare il futuro, se per lei un futuro c’è ancora…

Rollé di petto di pollo

 Per voi una ricetta semplice, leggera e gustosa del nostro Ratatouille romano che si diletta in cucina!

Per tre persone​
Tempo: un’ora e mezza

Difficoltà: media

Ingredienti:

1 petto di pollo

Buccia di un mandarino

Brodo – due bicchieri

1 uovo

Salvia – q.b.

Timo – q.b.

Zucchero – q.b.

Sale – q.b.

Maionese – tre cucchiai

Vino bianco secco – mezzo bicchiere

Olio E.V.O. – q.b.

Olio profumato – q.b. 

Preparazione

Apprestare due bicchieri di brodo in polvere o anche vegetale a piacere.

Con un coltello appropriato tagliare il petto di pollo per il largo all’altezza di circa un centimetro, srotolando man mano la carne e mantenendo lo stesso spessore fino ad ottenere una striscia abbastanza lunga e larga.

Qualche pizzico di sale sulla carne. Farcire con timo e salvia tritati.

Lavare e sbucciare un mandarino. Togliere con un coltello affilato la parte bianca rimasta nella buccia.

Porre la buccia lungo la carne farcita, dalla parte esterna. Spargere sulla buccia così disposta qualche cucchiaino di zucchero.

Avvolgere a tronchetto la carne ripiegando i lati all’interno di due centimetri per non fare debordare il contenuto. Legare il tronchetto con spago da cucina affinché non si srotoli durante la cottura.

In una tegame adeguato versare un cucchiaio di olio E.V.O. e rosolare bene a fuoco medio il tronchetto facendo attenzione a non far prendere di fumo l’olio. Poi abbassare il fuoco, togliere il tronchetto ben rosolato e versare lentamente un bicchiere e mezzo di brodo bollente nel tegame. L’altro mezzo bicchiere servirà a evitare il restringimento del sughetto.

Quando tutto sarà abbastanza amalgamato aggiungere di nuovo il tronchetto di carne.

Sempre lentamente versare il vino, aspettare che evapori l’alcol e coprire tenendo il tegame a fuoco basso e girando spesso la carne.

A cottura ultimata la carne dovrà risultare morbida.

Togliere di nuovo il tronchetto tenendolo in caldo.

Nel sughetto che si sarà formato inserire un cucchiaino di sale e lentamente un uovo leggermente sbattuto.

Far cuocere per qualche minuto mescolando continuamente il sughetto evitando che l’uovo coaguli, amalgamandolo così con il sughetto.

Togliere lo spago dal tronchetto e tagliarlo a rotelle di un paio di centimetri.

Il piatto

In un letto di un cucchiaio di maionese (a piacere arricchita di un pizzico di noce moscata) porre la porzione di rotelle di carne innaffiandole di olio profumato.

Si può contornare con broccoletti in padella o con cavoli lessi innaffiati di olio e succo di limone.

Al vostro appetito una buona soddisfazione.