Tacchino appetitoso con broccolo romanesco

 

La proposta di oggi del nostro Ratatouille romano:


TACCHINO APPETITOSO CON BROCCOLO ROMANESCO

 

Per quattro persone

Difficoltà: media

Tempo: 1 ora

 

INGREDIENTI:

Spezzatino di tacchino400 gr.

Broccolo romanesco con foglieuno grande o due di media grandezza

Aglio

Curry in polvere

Farina 00

Limone

Maionese

Olio E.V.O.

Parmigiano grattugiato

Sale

Le quantità sono descritte nel procedimento.

 

PREPARAZIONE:

Pulire lo spezzatino da eventuali parti grasse. Metterlo in una pentola con acqua bastante a coprire abbondantemente la carne. Mettere sul fuoco allegro e far bollire per oltre mezz’ora. Di tanto in tanto con una schiumarola togliere il grasso che si forma in superficie.

 

Nel frattempo dividere dal tronco le foglie del broccolo. Eliminare la loro parte interna bianca che è più coriacea. Mettere in un pentolino con acqua bastante le foglie così mondate, aggiungere due prese di sale e lasciarle bollire fin quando saranno ammorbidite.

Ora mettere le foglie ben scolate due cucchiai di maionese in una ciotola di ceramica capiente (dovremo inserirci lo spezzatino) e frullare con il pimer – frusta elettrica. Deve risultare una salsa semiliquida ma corposa e di un bel verde intenso. Aggiungere un cucchiaio di parmigiano grattugiato e mescolare delicatamente finché non sia ben amalgamato al composto.

 

Suddividere il broccolo in modo da ottenere piccoli alberelli dal tronco. Lavarli e asciugarli bene. Porre gli alberelli in una pentola capiente e farli bollire in acqua con qualche presa di sale fin quando non siano ammorbiditi (fare la prova forchetta).

 

Preparare un recipiente largo e basso non molto grande (teglia, vassoio…) mettendo della farina, almeno due bicchieri e spandendola uniformemente.

Quando i piccoli broccoli saranno pronti immergerli nella farina preparata ottenendo una infarinatura la più omogenea possibile. Per ottenerla è utilissimo passare la farina con un setaccio.

 

In una padella adeguata versare un bicchiere d’olio e portarlo quasi a temperatura di fumo. Immergere i broccoli infarinati e abbassare la fiamma girandoli spesso fino alla doratura. Poi spegnere la fiamma e lasciarli in padella girandoli ancora di tanto in tanto fin quando la padella non sarà bastantemente tiepida.

Resterà un sughetto che sarà bene spargere sulla verdura servita.

 

La carne ormai ammorbidita (prova forchetta!) dovrà essere tolta dalla pentola con una schiumarola senza abbassare il fuoco del fornello.

Si dovrà ora tagliare ogni pezzo nel mezzo senza dividerlo in modo che rimanga aperto al centro.

Versare di nuovo lo spezzatino così tagliato nella pentola continuando la bollitura per altri dieci minuti.

 

In una padella mettere mezzo bicchiere di olio e portarlo a temperatura con uno spicchio d’aglio che provvederemo a togliere prima che bruci. Versare la carne ben scolata nella padella e far rosolare bene.

A cottura ultimata spegnere il fornello, versare qualche goccia di limone e mescolare.

Irrorare la carne con curry in polvere e metterla nella ciotola con la salsa già preparata. Mescolare delicatamente finché la salsa non sia amalgamata uniformemente alla carne.

 

Servire caldo. E… al Vostro appetito una buona soddisfazione!

 

P.S. Al posto del tacchino va benissimo qualsiasi carne di animali da cortile.

Pensieri su… “Il vampiro” di Aleksej K. Tolstoj

Questa volta nel titolo del post ho specificato il nome dell’autore, perché “Il vampiro” è anche il titolo di un racconto breve di John William Polidori (citato tra l’altro all’inizio di questo libro) pubblicato nel 1819, mentre in questo caso si tratta del racconto “Il vampiro” di Aleksej Konstantinovič Tolstoj, scritto e pubblicato nel 1841. 

Ho trovato una copia di questo libro in una bancarella di libri usati e… l’ho letta in parte anche al mare! Qualche anno fa avevo scritto un articolo per Il Tempo dal titolo “Ferragosto col vampiro” (ecco il link http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2010/08/15/ferragosto-col-vampiro-1.115650) e quest’anno mi sono ritrovata in spiaggia proprio con un libro sui vampiri! Un libro che, all’epoca di questo articolo, non conoscevo ancora. Strano a dirsi ma, sempre al mare, durante una vacanza di tanti anni fa, lessi “Dracula” di Bram Stoker, romanzo del 1897. 

Ma torniamo a noi. L’autore del breve racconto “Il vampiro” è Aleksej K. Tolstoj, lontano cugino del più celebre Lev Tolstoj. 

La storia è avvincente e singolare: il protagonista incontra dei presunti vampiri e poi un fantasma! Ho pensato fosse un po’ esagerato. Ma poi la trama s’infittisce e anche la presenza del fantasma acquista un suo perché. E i colpi di scena non sono finiti…

Interessante la prefazione di Vladimir Sergeevič Solov’ev, filosofo, critico e poeta, del 1899; prefazione che ho letto solo dopo aver finito il racconto, per evitare anticipazioni. In questa storia siamo di fronte a quello che viene definito “fantastico genuino”, cioè che “non appare mai, come dire, in forma ‘scoperta’”.

È sicuramente un racconto da leggere: avvincente, scritto con grazia, ricco di immagini e accadimenti, trasporta il lettore di corsa verso il finale, alla ricerca di spiegazioni e nel tentativo di rimettere insieme il puzzle! Semplice, ben congegnata, davvero una lettura da non perdere!

Il fascino dei libri usati

 Mercatino dell’artigianato: sole, caldo, sassi dipinti, pupazzi realizzati con la stoffa, braccialetti… E io che cosa vado a comprare? Libri usati! 

A volte penso: ma è corretto leggere un libro usato, che quindi dev’essere stato letto almeno da una persona, invece di dare attenzioni a un libro nuovo nuovo che aspetta solo di essere aperto? Pensieri da lettore…

I libri nuovi sanno di nuovo e conservano il loro odore originario, ogni casa editrice o a volte ogni libro di una casa editrice, ne ha uno diverso. Ma i libri usati hanno spesso perso il loro odore originario oppure hanno preso quello dolciastro che accompagna la carta ingiallita, che a me piace tanto! 

Nei libri usati si trova spesso scritto il nome del proprietario, oppure c’è una dedica, alcuni sono evidenziati o sottolineati a matita. Al mercatino, ne avevo trovato uno con un nome scritto a penna sulla prima pagina e il prezzo che era stato coperto con l’adesivo di una grande catena di librerie. Ho pensato: il libro è stato sicuramente regalato, visto che avevano coperto il prezzo, e il destinatario deve averci scritto sopra il suo nome, segno di apprezzamento; poi però magari non gli è piaciuto il libro e lo ha dato via. Chissà se è questa la verità?

Insomma, adoro i libri usati! E ne ho fatto scorta la mattina al mercatino! Poi, tornando il pomeriggio ho preso anche “Il vampiro” di Aleksey K. Tolstoj, che ha intralciato la mia lettura di “L’arco e la farfalla”! :) Però non ho potuto resistere… La copertina azzurra è stranamente sporca di marrone e non sono riuscita a pulirla. Quando l’ho visto, ho pensato subito a “Il vampiro” di John William Polidori, che con mia sorpresa viene citato tra le prime pagine! Non potevo non portarlo con me! Farà compagnia anche a “Dracula” di Bram Stoker! ;)

Ogni libro usato ha una sua personale storia che va ad aggiungersi a quella raccontata nel libro stesso. Dovremmo sempre chiedergliela… Il libro, a modo suo, ce la fa conoscere. Un libro usato è un libro adulto che sa cosa vuol dire viaggiare in treno oppure un anziano che ne ha viste e sentite tante, mentre quello appena uscito è ancora un bebè. E ogni copia ha un suo perché e una sua piccola storia da raccontare, oltre a quella che porta con sé.