Selfie for selfie’s sake

Selfie for selfie’s sake. Insomma, il selfie per il selfie. Come Art for art’s sake, l’arte per l’arte, cioè l’arte che non ha bisogno di giustificazioni. Così oggi è la filosofia del selfie: si scatta e basta.

E va bene, lo ammetto, non mi so fare i selfie! Ci ho provato, davvero, ma, quando guardo la foto che ho appena scattato, sono orribile. Mi guardo nella fotocamera del cellulare, sembro carina, poi scatto e… ecco una brutta foto! Faccia lunga, naso grosso e un’espressione innaturale. Non riesco a riconoscermi nei miei selfie. Lo specchio mi rimanda un’altra immagine di me. Lì mi riconosco, sono io.

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Quando qualcuno scocca la frecciatina

Stai chiacchierando amabilmente con una persona che reputi amica quando, all’improvviso, arriva: è la frecciatina. Quella frase che sembra innocua ma che in realtà è offensiva verso di te. E la cosa divertente è che chi lancia frecciatine sia convinto di non fare niente di male; o meglio, si autoconvinca di non fare niente di male.

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Chi siamo e cosa siamo

Nella vita abbiamo due facce: chi siamo e cosa siamo. Cosa siamo è la faccia che tutti vedono: siamo un avvocato, un ingegnere, uno spazzino o una commessa. Chi siamo è quello che siamo dentro, nel cuore, nell’anima. Spesso la gente si ferma al cosa siamo e saluta il medico o l’architetto già da lontano, facendo appena un piccolo cenno al giardiniere o all’imbianchino. E dimenticando chi sono effettivamente quelle persone. Magari ci troviamo di fronte a un costruttore malato di superbia oppure davanti a un cameriere dal cuore d’oro. Io preferisco salutare chi è una persona, non cos’è.

Purtroppo spesso siamo noi stessi a considerarci per cosa siamo e non per chi siamo. È facile dire a un cassaintegrato di essere un fallito o a una casalinga che non ha mai lavorato. Ma ognuno di noi ha una storia e una strada da percorrere. L’importante è mettercela tutta e fare del proprio meglio, impegnarsi sempre in ogni cosa: nel lavoro e con la famiglia, nelle piccole e nelle grandi cose. E se ce l’avremo messa tutta e avremo dato il massimo, anche non avendo raggiunto grandi traguardi agli occhi degli altri, avremo fatto la nostra esperienze di vita e potremo essere orgogliosi di chi siamo.

La corda dell’amicizia

Da amici a nemici in un battito di ciglia. Succede molto spesso e mi pare più spesso tra donne. Quelle donne che sono amiche per la pelle, sempre insieme, o che comunque si sentono tutti i giorni per raccontarsi di tutto. E spesso per sparlare degli altri. Poi all’improvviso l’incantesimo si rompe, la bolla scoppia. Come? Perché? Difficile a dirsi.

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C’è selfie e selfie

Ormai è innegabile: abbiamo sempre lo smartphone a portata di mano e di solito non per telefonare ma per controllare i social e scattare foto. Ma in certe occasioni i selfie sono decisamente da evitare.

C’è chi scatta foto continue delle vacanze e del luogo in cui si trova per postarle sui social in tempo reale. C’è chi fotografa ogni cosa che vede e che mangia, come se fossero foto d’autore. E poi c’è chi si scatta i selfie. Continuamente. Mangia: selfie. Si mette sotto le coperte: selfie. Esce dall’ufficio: selfie. Non giudico. Dico soltanto che “il troppo stroppia”.

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Fiducia nell’umanità

Bisogna avere fiducia nell’umanità. Si sente parlare giornalmente di omicidi, furti, bullismo e mille altre storie, tutte al negativo. E la percezione che abbiamo della società in cui viviamo tende ad essere negativa. Ma negli ultimi giorni ho vissuto una brutta avventura a lieto fine che mi ha ricordato che la gente siamo noi e che siamo sempre noi a decidere come comportarci e come incidere sul mondo intorno. La scoperta dell’acqua calda ma da non sottovalutare.

Purtroppo si era persa una cagnolina che conosco. Inutile dire che è stata cercata nel posto in cui si era allontanata, che è stato lasciato il numero di telefono alle persone che vivono in quella zona o la frequentano. Ma una grande mano l’ha data Facebook, usato spesso per le fake news, per gli insulti o per i selfie delle vacanze, ma uno strumento che può aiutare anche le buone cause.

Facebook contiene le pagine delle associazioni che aiutano gli animali, le stesse che condividono gli appelli degli amici a quattro zampe scomparsi. E in questo caso devo ringraziare di cuore Pasqualina & Friends, Tesori a quattro zampe e Gli amici di Fiocco. Sono state utili pagine di vario genere, legate al territorio, e gli innumerevoli gruppi. E ancora ci sono tutte quelle persone di buon cuore che hanno visualizzato l’annuncio della scomparsa della cagnetta, tenendolo a mente, e che l’hanno spesso condiviso. Tra queste persone c’è chi ha detto che avrebbe tenuto gli occhi aperti, chi si è offerto di andare a cercare la cagnetta e chi l’ha vista e segnalata. L’ultima segnalazione, quella decisiva, è arrivata con tanto di foto dell’avvistamento.

La cagnolina si era allontanata dal luogo in cui era scomparsa e, senza Facebook come mezzo di comunicazione per avvertire quante più persone possibili che si era persa e la sua famiglia la stava cercando, probabilmente non sarebbe ancora tornata a casa.

Da questa brutta avventura a lieto fine ho avuto conferma che c’è tanto di buono nella nostra società, perché la gente siamo noi, con le nostre scelte. I social, se usati bene, fanno il bene.

E la gioia di questa cucciolona quando ha ritrovato la sua famiglia ed è tornata a casa non ha prezzo.

Bravi tutti! Grazie a tutti! Di cuore!

Gli occhi foderati di… amicizia


Può succedere di interpretare bonariamente piccoli gesti ai quali quasi non facciamo caso, perché a compierli è una persona che riteniamo amica.
Poi un giorno ci svegliamo come da un sogno e guardiamo le cose con occhi diversi. Magari rispolveriamo vecchi messaggi al cellulare e ci rendiamo conto della malizia, dell’invidia, delle punzecchiature che erano presenti in frasi che tempo prima consideravamo innocue. Ci ritroviamo a leggere con obiettività pensieri che mostravano chi era la persona che avevamo davanti, come ci considerava e dove voleva arrivare. Leggiamo tra le righe che non voleva scherzare ma mettere in luce un difetto; non voleva farci conoscere un suo amico ma tenerci lontane/i da lui/lei; o magari che non aveva voglia di passare una serata con noi ma solo divertirsi a far desiderare la sua compagnia, lasciandoci in sospeso fino all’ultimo momento sulla sua presenza, poi negata. E allora ci chiediamo: perché non ho capito tutto subito? La risposta è semplice, succede anche in amore: davamo per scontata la buona fede dell’altra persona, ci contavamo. In pratica, avevamo gli occhi foderati di… amicizia!