Pensieri su… “La sonata della vendetta”

“La sonata della vendetta” (Dark Zone, 2017) di Marika Bernard sembra più un lungo racconto che un romanzo breve. È un libro che non permette di staccare gli occhi dalla pagina, la fine di un capitolo termina con dei puntini di sospensione e il discorso riprende con altri puntini di sospensione nel capitolo successivo, ma dal punto di vista di un altro protagonista.

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Pensieri su… “I traditori”

“I traditori” (Astoria Edizioni 2018) di Tammy Cohen è un romanzo uscito proprio a ottobre 2018, che ho ricevuto in anteprima e semplicemente divorato. Come è stato per “La cattiva”, della stessa autrice.

Finito questo libro non avevo voglia di leggere nient’altro. Era come se volessi continuare quella stessa storia, perché il finale lascia veramente con gli occhi sgranati! Non guardate l’indice prima della lettura, potrebbe svelarvi il finale.

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Timballo di patate

A me questa ricetta è piaciuta tantissimo! È sempre più bravo il nostro Ratatouille Romano!

Per 4 persone     Difficoltà: facile     Tempo 50′

Ingredienti:

1 kg di Patate

Bacon q.b.

Fettine di salame morbido q.b.

3-4 Uova

Pangrattato q.b.

Formaggio grattugiato (Pecorino/Parmigiano/Grana…) q.b.

Burro q.b

Rosmarino q.b.

Aceto di vino come indicato

Maggiorana tritata mezzo cucchiaio

Sale q.b.

Olio E.V.O. q.b.

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Fiducia nell’umanità

Bisogna avere fiducia nell’umanità. Si sente parlare giornalmente di omicidi, furti, bullismo e mille altre storie, tutte al negativo. E la percezione che abbiamo della società in cui viviamo tende ad essere negativa. Ma negli ultimi giorni ho vissuto una brutta avventura a lieto fine che mi ha ricordato che la gente siamo noi e che siamo sempre noi a decidere come comportarci e come incidere sul mondo intorno. La scoperta dell’acqua calda ma da non sottovalutare.

Purtroppo si era persa una cagnolina che conosco. Inutile dire che è stata cercata nel posto in cui si era allontanata, che è stato lasciato il numero di telefono alle persone che vivono in quella zona o la frequentano. Ma una grande mano l’ha data Facebook, usato spesso per le fake news, per gli insulti o per i selfie delle vacanze, ma uno strumento che può aiutare anche le buone cause.

Facebook contiene le pagine delle associazioni che aiutano gli animali, le stesse che condividono gli appelli degli amici a quattro zampe scomparsi. E in questo caso devo ringraziare di cuore Pasqualina & Friends, Tesori a quattro zampe e Gli amici di Fiocco. Sono state utili pagine di vario genere, legate al territorio, e gli innumerevoli gruppi. E ancora ci sono tutte quelle persone di buon cuore che hanno visualizzato l’annuncio della scomparsa della cagnetta, tenendolo a mente, e che l’hanno spesso condiviso. Tra queste persone c’è chi ha detto che avrebbe tenuto gli occhi aperti, chi si è offerto di andare a cercare la cagnetta e chi l’ha vista e segnalata. L’ultima segnalazione, quella decisiva, è arrivata con tanto di foto dell’avvistamento.

La cagnolina si era allontanata dal luogo in cui era scomparsa e, senza Facebook come mezzo di comunicazione per avvertire quante più persone possibili che si era persa e la sua famiglia la stava cercando, probabilmente non sarebbe ancora tornata a casa.

Da questa brutta avventura a lieto fine ho avuto conferma che c’è tanto di buono nella nostra società, perché la gente siamo noi, con le nostre scelte. I social, se usati bene, fanno il bene.

E la gioia di questa cucciolona quando ha ritrovato la sua famiglia ed è tornata a casa non ha prezzo.

Bravi tutti! Grazie a tutti! Di cuore!

Polenta tronchetto

Buona! Da leccarsi i baffi! Grazie nuovamente al nostro Ratatouille Romano!

Per quattro persone

Difficoltà: media

Tempo: 1 ora

Ingredienti:

Farina di mais 350g

Fettine di vitello tagliate fine 2

Guanciale 6 fettine fine

Rosmarino tritato q.b.

Noce moscata in polvere Mezzo cucchiaio

Pangrattato q.b.

Burro q.b.

Acqua 1,5 lt

Olio E.V.O. Mezza tazzina da caffè

Sale grosso Mezzo cucchiaio

Sale q.b.

Preparazione:

Mettere una teglia di circa cm 24 per cm 32 in frigorifero con un foglio di carta da forno alla base.

Battere le fettine di vitello: devono risultare molto fine.

In una padella rosolare le fettine in una noce di burro. Cospargerle con due pizzichi di sale fino. Quasi a fine cottura cospargerle con un cucchiaio raso di rosmarino continuando finché siano ben cotte.

Per la polenta, versare l’acqua in una pentola d’acciaio dal fondo spesso. Quando l’acqua è vicina al bollore versare il sale grosso. Quindi versare la farina a pioggia lentamente mescolando con un mestolo apposito di legno (detto tarello) e mantenendo la cottura a temperatura alta.

Aggiungere olio di oliva per evitare grumi e la noce moscata.

Alla ripresa del bollore abbassare il fuoco e proseguire mescolando per circa 20/25 minuti avendo cura di non farla attaccare al fondo.

Prima che inizi a indurire troppo versare la polenta nella teglia che si era messa nel frigorifero. Spalmarla in modo uniforme e lasciarla per dieci minuti a temperatura ambiente. Rimettere poi la teglia con la polenta in frigorifero per altri quindici minuti nel ripiano più alto.

Quindi estrarre la teglia dal frigorifero. Adagiare sulla polenta le due fettine con sopra il rosmarino, coprendo la superficie e cospargerle del sughetto eventualmente rimasto.

Sopra le fettine adagiare le fettine di guanciale coprendo la superficie e aggiungendo ancora un po’ di rosmarino.

Ora, aiutandosi con la carta da forno sottostante e le mani ben aperte, arrotolare la polenta ancora morbida su se stessa strettamente, badando bene che non si rompa. Lasciare la parte finale in basso e schiacciarla leggermente perché non si srotoli. Avendo uno spago spesso, la si potrà anche legare.

Togliere la carta da forno.

Portando il tronchetto all’indietro senza srotolarlo, cospargere la teglia con pangrattato a piacere e arrotolare il tronchetto sopra il pangrattato in modo da “panare” tutta superficie esterna dello stesso.

Infornare per 15-20 minuti a 180°.

A fine cottura tagliare il tronchetto in rotelle di circa tre centimetri di spessore con un coltello molto affilato evitando di farle srotolare.

Si può guarnire con del ragù alla base del piatto.

Al Vostro appetito una buona soddisfazione.

Gli occhi foderati di… amicizia


Può succedere di interpretare bonariamente piccoli gesti ai quali quasi non facciamo caso, perché a compierli è una persona che riteniamo amica.
Poi un giorno ci svegliamo come da un sogno e guardiamo le cose con occhi diversi. Magari rispolveriamo vecchi messaggi al cellulare e ci rendiamo conto della malizia, dell’invidia, delle punzecchiature che erano presenti in frasi che tempo prima consideravamo innocue. Ci ritroviamo a leggere con obiettività pensieri che mostravano chi era la persona che avevamo davanti, come ci considerava e dove voleva arrivare. Leggiamo tra le righe che non voleva scherzare ma mettere in luce un difetto; non voleva farci conoscere un suo amico ma tenerci lontane/i da lui/lei; o magari che non aveva voglia di passare una serata con noi ma solo divertirsi a far desiderare la sua compagnia, lasciandoci in sospeso fino all’ultimo momento sulla sua presenza, poi negata. E allora ci chiediamo: perché non ho capito tutto subito? La risposta è semplice, succede anche in amore: davamo per scontata la buona fede dell’altra persona, ci contavamo. In pratica, avevamo gli occhi foderati di… amicizia!